Adozioni bambini indiani

La crescita dell’India e la sua povertà

Storicamente una colonia britannica, l’India conquista l’indipendenza solo nel 1947 grazie al lavoro di pacifica resistenza di Gandhi e Nehru.

L’India è il secondo paese più popolato del mondo e nonostante la sua economia sia in rapida ascesa esiste un’ampissima fascia di popolazione non alfabetizzata e povera.

Il paese è da oltre 20 anni investita da agitazioni popolari che, unite alla lotta per il territorio con il Pakistan, al degrado dell’ambiente e alle tensioni etniche e religiose (l’India è un paese aconfessionale ma vanta una numerosa popolazione di religione musulmana e indù) infieriscono sullo stato di povertà in cui vive il paese.

I bambini in India e i Villaggi SOS

In questo contesto la divisione sociale è netta, nonostante i progressi economici fatti dal paese ancora moltissimi bambini muoiono prima dei 5 anni a causa di infezioni che potrebbero essere prevenute e curate, a causa della povertà, quasi un bambino su tre è sottopeso dalla nascita, oltre alla fame sono le scarse condizioni igieniche a causare le malattie che ogni anno uccidono milioni di bambini.

SOS Villaggi dei bambini in India instaura in India una buona collaborazione con la comunità tibetana in esilio già nel 1960, anno in cui il Dalai Lama fonda “Sos Villaggi dei Bambini Tibetani”. Da allora sono stati costruiti altri Villaggi dei Bambini, l’India ad oggi ne conta 35, con i relativi Asili, Case del Giovane e Scuole, ma la missione in India è a lungo termine, altri villaggi sono in costruzione nel sud del paese per aiutare quei bimbi vittime dello Tsunami del 2004.

L’adozione a distanza in India aiuta moltissimi bambini a crearsi un futuro, andando a scuola e giocando insieme ai fratellini in un ambiente protetto e sicuro, dove ricevono le cure e l’amore di cui hanno bisogno.